Archivi: Attività Summit
Extreme Contracts
Agentività del feedback, il super potere di team e organizzazioni
Dove stiamo andando? Ma soprattutto: chi stiamo lasciando indietro?
Da quando mi occupo di design e progettazione delle interfacce ho sempre creduto che fosse sufficiente mettere a punto progetti usabili e accessibili per aver fatto “il mio dovere”. Poi ho messo la testa fuori dal mio guscio e ho trovato persone per le quali usabilità e accessibilità non bastano. Chi stiamo lasciando indietro? Chi non rientra in nessun test di usabilità? Quante sono queste persone e cosa possiamo fare per creare ambienti digitali davvero a misura di tutte e tutti?
Le politiche della classificazione: intelligenza artificiale e architettura dell’informazione
ImageNet è un dataset con quattordici milioni di immagini e ventunomila categorie. Fondamentale per lo sviluppo della computer vision e del deep learning, è usato per training e testing, influenzando dataset successivi come YFCC100M e FFHQ. Questi dataset sono alla base di modelli di intelligenza artificiale che migliorano la vita quotidiana, ma portano anche a pregiudizi e discriminazione.
La narrazione attuale vede l’IA come un problema matematico, ignorando la complessità sociale e politica. Nello spazio tra matematica e linguaggio, esploriamo il contributo che architettura dell’informazione e design dell’esperienza dovrebbero portare nella conversazione sulla progettazione di modelli di intelligenza artificiale, al più presto.
Dove stiamo andando? Ma soprattutto: chi stiamo lasciando indietro?
Da quando mi occupo di design e progettazione delle interfacce ho sempre creduto che fosse sufficiente mettere a punto progetti usabili e accessibili per aver fatto “il mio dovere”. Poi ho messo la testa fuori dal mio guscio e ho trovato persone per le quali usabilità e accessibilità non bastano. Chi stiamo lasciando indietro? Chi non rientra in nessun test di usabilità? Quante sono queste persone e cosa possiamo fare per creare ambienti digitali davvero a misura di tutte e tutti?
Per progettare il nostro futuro ci vuole la ‘Conoscenza Inutile’
Come sviluppare nuovi metodi di progettazione in cui le discipline umanistiche, spesso considerate ‘conoscenze inutili’, vengono evidenziate al posto dell’approccio basato sulle statistiche. Partendo dall’analisi di tre libri chiave, parleremo dell’importanza di integrare i principi filosofici e quelli umanistici nel processo creativo, in modo da incentivare un cambiamento che valorizzi la consapevolezza e ci porti a essere più attenti e critici.
Community Renaissance: rivitalizzare la creatività nel Design
Come si stanno evolvendo le design community? Come possiamo rivitalizzarle? Per essere dirompente, il Design ha bisogno di condivisione e collaborazione. In un mondo sempre più all’insegna dell’individualismo e della superficialità è sempre più complicato mantenere delle community ricche e vitali.
Proveremo ad analizzare alcune delle difficoltà e delle possibili strategie per creare connessioni genuine e celebrare il fattore umano che rende tangibili i risultati del processo di Design.
Progettare l’evoluzione
Progettare significa modificare le informazioni che ci circondano. I progetti non sono artefatti a sé stanti ma generano relazioni, interazioni, eventi e fenomeni. Per capire il ruolo del designer è fondamentale interrogarsi sull’azione trasformativa dell’agire progettuale e sulla capacità dei progetti di innescare processi che modificano il mondo in cui viviamo, contribuendo così alla sua evoluzione.
Design Sistemico: come innescare il cambiamento nelle persone
Scopriamo come il design sistemico può innescare cambiamenti nelle persone e negli ecosistemi. In questo workshop esploreremo come sviluppare strategie che anticipino il futuro, promuovendo nuove abitudini e mentalità per il “te” del domani. Il design diventa uno strumento per influenzare comportamenti e guidare trasformazioni che abbiano un impatto duraturo.
Come dice il proverbio cinese “不怕慢, 就怕站 bupaman, jiupazhan”, non temere la lentezza, ma l’inattività: ogni passo avanti conta.
